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L'Aquila Film Festival 2013

 

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I componenti della giuria de L’Aquila Film Festival 2013, composta da Fabio Iuliano e Daniela Braccani, oltre alla Scuola di Cinema – allievi del primo anno, Luca Antonetti, Marco Camilli, Jacopo Brucculeri, Federico Francioni, Arianna Vergari, Valentina Traini, coordinati da Alessia Moretti, hanno decretato i seguenti vincitori per le diverse categorie:

 

Lungometraggi

Come il vento di Marco Simon Puccioni

Le premesse tematiche del film di Puccioni avrebbero potuto restituirci una riflessione nell’ambito del cinema “carcerario” che vanta molti pregevoli esempi (da Sing Sing a Fuga da Alcatraz), invece il regista ha saputo offrirci una storia originale. Questo grazie al punto di vista di una donna direttrice di un carcere, Armida Miserere, che si confronta con le amarezze della vita personale e professionale. Un film che indaga nella quotidianità della protagonista, una intensa ed efficace Valeria Golino, attraverso una macchina da presa vicinissima ai suoi occhi alle sue emozioni, lasciando spazio alla riflessione dello spettatore, su una storia poco conosciuta e rappresentativa di tante silenziose battaglie.

 

Una menzione speciale va però segnalata per il film “Il terzo tempo” capace invece di coinvolgere il pubblico grazie alla dinamicità della messa in scena e del montaggio, regalandoci un interessante esempio italiano di cinema dedicato allo sport.

 

Cortometraggi vincitori a pari merito

Efimera. di Diego Modino (Spagna, 2012)

La qualità tecnica dei corti di questa edizione va sicuramente segnalata. Su tutti però spicca “Efimera” un esperimento che contamina tecniche e piani tematici. Nel corto si incontrano brutalità e fiaba che prendono la forma di un linguaggio cinematografico classico accanto all’utilizzo di effetti visivi che restituiscono un’atmosfera che richiama “Il favoloso mondo di Amélie”. Ma il corto non fa sconti allo spettatore lasciando che violenza e innocenza convivano. Degna di nota l’interpretazione della giovane interprete che strappa più di una risata nella sequenza del balletto.

 

Baghdad Messi. di Sahim Omar Kalifa (Iraq, Belgio, 2012)

Ancora un film che riflette sulla guerra e la sua inutilità. Anche qui siamo nell’ambito del cinema del reale.

Ciò che distingue il lavoro di Sahim Omar Kalifa da altri dello stesso genere, oltre a  una efficace messa in scena, è la capacità della regia e della sceneggiatura di mettere davanti agli occhi dello spettatore una storia di disumanizzazione famigliare. La guerra innalza la soglia del dolore talvolta in modo parossistico.

 

Animazione

La nuit americaine. di Joris Clertè e Pierre-Emmanuel Lyet (Francia, 2013)

Tra i pochi corti di animazione in concorso “La nuit americaine di Angelique” lascia il segno per il suo lavoro di riflessione sul cinema dal vero attraverso le risorse dell’animazione, rendendo omaggio ai primordi della storia delle immagini in movimento.  Il film “Effetto notte” di Truffaut diventa il pretesto per un viaggio all’interno della macchina cinema e delle sue grandezze e illusioni.

 

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